GENOVA

La Corte di Strasburgo riconosce l’evidente verità: alla Diaz nel 2001 si torturò

diaz

“La notte del 21 luglio del 2001, quando decine di persone inermi nella scuola Diaz furono vittime di torture da parte delle forze di polizia, costituisce uno dei punti più bassi della storia della nostra Repubblica. Nel 2001 eravamo a Genova con Legambiente, e toccammo con mano un clima e un criterio di gestione dell’ordine pubblico del tutto estraneo allo stato di diritto, e simile piuttosto ad una dittatura da stato sudamericano”.

Lo dichiarano gli esponenti di Green Italia Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.

“La sentenza della Corte di Strasburgo – continuano Della Seta e Ferrante –  mette nero su bianco ciò che una distorta concezione della ragion di stato ha sempre inteso negare, ovvero che a Genova ci fu un organico disegno repressivo e di tortura, e una catena di comando funzionale a esso. E’ triste che si sia dovuto attendere la sentenza dell’Europa  per vedere riconosciuta questa evidente verità. A questo punto la politica italiana per riconquistare in merito dignità e credibilità deve approvare senza più ritardi la legge che introduce il reato di tortura nel nostro ordinamento”.

Occorre dire basta alla “patrimoniale” del dissesto idrogeologico. Senza messa in sicurezza e’ tassa a fondo perduto di 3,5 mld all’anno

DISSESTO

“Occorre dire basta alla ‘patrimoniale’ del dissesto idrogeologico che ogni anno impone ai cittadini italiani un tributo pesantissimo in termini economici e di sicurezza.Frane e alluvioni in Italia continuano ad aumentare anche per effetto dei cambiamenti climatici in atto che stanno già moltiplicando gli eventi metereologici estremi : da poco più di 100 eventi l’anno tra il 2002 e il 2006 siamo gradualmente arrivati ai 351 del 2013 e alle centinaia che hanno già flagellato l’Italia quest’anno, con le conseguenze tragiche di Genova e Carrara. O si mettono realmente sul piatto i 40 miliardi di euro necessari per mettere in sicurezza il suolo italiano dal rischio idrogeologico, o il nostro Paese è condannato a rassegnarsi e a pagare una tassa a fondo perduto, perché il costo complessivo dal 1994 ad oggi per rimediare ai danni provocati in Italia da terremoti, frane e alluvioni dal 1994 è di 242,5 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi l’anno, e gli eventi luttuosi e gli sfollati continueranno ad essere una tragica costante”.

Lo dichiara l’esponente di Green Italia Roberto Della Seta, già presidente nazionale di Legambiente, intervenuto oggi a Sky Tg 24.

“Aver sostanzialmente fermato per un giorno una metropoli come Roma per motivi precauzionali – continua Della Seta –  significa incidere negativamente sull’economia della città, ma è una scelta inevitabile se alle parole non seguono i fatti: in Italia in mezzo secolo il consumo di suolo è aumentato più del doppio, e si continua a cementificare senza sosta, urbanizzando le aree classificate a  rischio idrogeologico, con abitazioni, interi quartieri, insediamenti industriali e attività produttive nelle aree di espansione naturale dei corsi d’acqua o dei versanti montuosi instabili”.

“E’ la scienza,  e anche  l’esperienza quotidiana,  che ci dicono che la radicalizzazione degli eventi atmosferici è dovuta in gran parte all’innalzamento della temperatura terrestre, per cui l’Italia deve giocare con l’Europa la vera sfida globale dei nostri tempi, puntando a target ambiziosi e vincolanti in termini di riduzione dell’inquinamento. Sulla messa in sicurezza del territorio l’Italia deve invece affrontare da sola la partita, con una posta in palio che è veramente altissima” – conclude Della Seta.

 Scroll to top