LEGGE

Negazionismo, un reato che non serve

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Articolo sul Fatto Quotidiano

Negare “in tutto o in parte” la Shoah e in genere i crimini di genocidio, di guerra, contro l’umanità, sta per diventare reato: manca solo il sigillo definitivo del Senato, dopo che martedì la Camera ha approvato in seconda lettura e con minime modifiche un testo “multipartisan” (Pd, sinistra, destra; astenuti i Cinquestelle) che sanziona il “negazionismo” come aggravante del reato di istigazione alla violenza e all’odio razziali.

Malgrado il largo consenso ricevuto in Parlamento, l’introduzione del reato di negazionismo è un tema controverso, su cui in un recente passato non sono mancate discussioni e polemiche.

In Italia il primo a lanciare l’idea fu nel 2007 l’allora ministro della giustizia Mastella. Moltissimi approvarono, altri sollevarono dubbi. Stefano Rodotà scrisse che la norma proposta era “una di quelle misure che si rivelano al tempo stesso inefficaci e pericolose”. Alcuni autorevoli storici italiani – da Carlo Ginzburg a Giovanni De Luna, da Sergio Luzzatto a Bruno Bongiovanni – promossero un appello pubblico in cui sostenevano che “ogni verità imposta dall’autorità statale non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e nella libera ricerca storiografica e intellettuale”. Punti di vista analoghi espressero nell’occasione intellettuali europei come Paul Ginsborg e Thimoty Garton Ash. Read More…

La Corte Costituzionale decida sulla legge elettorale prima del voto

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“Una decisione importante, finalmente la Corte Costituzionale potrà pronunciarsi sulla legittimità della soglia del 4% per eleggere deputati al Parlamento europeo. Uno sbarramento che già in Germania è stato dichiarato illegittimo e azzerato. Ora è importante che i Giudici della Consulta decidano prima del voto, per dare certezze agli elettori e, noi confidiamo, per affermare il principio che il principio della rappresentanza è intoccabile”.

Lo dichiarano Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, cofondatori di “Green Italia” e candidati nella lista “Green Italia Verdi Europei”, commentando la decisione del Tribunale di Venezia di rivolgersi alla Consulta per dirimere una volta per tutte la questione della legittimità costituzionale della soglia che impedisce a liste che abbiano superato il quorum necessario per eleggere almeno un deputato europeo ma che non raggiungono il 4% dei voti di portare loro rappresentanti nel Parlamento di Bruxelles.

“Grazie all’impegno dei nostri avvocati – continuano gli esponenti ecologisti –  che stanno operando in stretta collaborazione con l’avvocato Besostri giù autore dei ricorsi che hanno determinato la bocciatura del ‘porcellum’, è finalmente possibile per la Consulta dire una parola definitiva su questo tema. In gioco non c’è tanto il successo di questa o questa lista, ma un bene infinitamente più prezioso: il principio per cui i Parlamenti sono il luogo della rappresentanza, tanto più intangibile nell’elezione di un Parlamento come quello europeo che non deve esprimere una maggioranza di governo e dunque non è chiamato a soddisfare esigenze di ‘governabilità’. In Germania la Corte costituzionale è già intervenuta per cancellare la soglia, ora il nostro appello ai Giudici della Consulta è che decidano prima del voto del 25 maggio, per evitare l’inizio di un contenzioso sull’attribuzione dei seggi che toglierebbe certezza anche agli elettori”.

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